Castel Gandolfo, alla scoperta della residenza estiva papale

Castel Gandolfo
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Per conoscere in un colpo solo la storia dei papi e della chiesa cattolica in generale conviene allontanarsi di un po’ di chilometri dalla Città del Vaticano e da Roma per dirigersi verso sud, nella zona dei Castelli, fino a Castel Gandolfo. È qui che, visitando il Palazzo Pontificio, si può cogliere tutto d’un colpo, il passato glorioso si questo luogo, ormai storica residenza estiva dei capi della chiesa romana. Fu nel 2016 che Papa Bergoglio decise di rinunciare a questo beneficio mettendo il palazzo a disposizione dei visitatori, che adesso possono entrare a visitarlo. Si tratta di un bene territorialmente in Italia ma che è concesso alla giurisdizione vaticana, un po’ come accade con le ambasciate.

Sono stato a Castel Gandolfo proseguendo un percorso iniziato ad Ariccia, di cui abbiamo già parlato. Trovato parcheggio ai piedi del borgo siamo saliti fino al corso che attraversa il piccolo centro storico, via Carlo Rosselli, caratterizzato da tantissime trattorie curate e ricercate, molto accoglienti. Nel borgo ci sono piccoli negozi tra cui alcuni con un ottimo artigianato locale, anche un po’ fuori dal circuito turistico di massa. In fondo al corso ecco il Palazzo Pontificio e la sua piazza, in cui sembra di essere tornati indietro nel tempo, in un documentario che racconta l’Italia di ieri. Suggestivo il pozzo centrale come anche, sulla destra per chi arriva, imponente la chiesa di San Tommaso da Villanova. Prima di entrare nel palazzo tratteniamo la curiosità scendendo, da piazza della Libertà, verso via del Palazzo Pontificio da cui godere di una meravigliosa vista del Lago Albano. Hai voglia qui di scattare foto…

Ora però è il momento di entrare in casa del Papa… E nel cortile interno troviamo subito parcheggiate le papamobili! Dalle più antiche alle più nuove, possiamo vedere come anche i mezzi dei pontefici sono cambiati nel corso del tempo. Poi da qui si sale nel palazzo per poter scoprire la storia. Il percorso si chiude con tutti i ritratti ufficiali in ordine cronologico, fino ad arrivare a Benedetto XVI e Francesco.

Si ripercorre la storia dei papi anche dai loro paramenti, dagli oggetti che hanno caratterizzato la loro azione, persino dal mobilio. Dalla Sala Del Biliardo, antico luogo di svago, fino alle camere e gli studi, con tanto di documenti e telefono privato a cui, immagino, in pochi eletti ebbero accesso diretto. È bella anche la storia per cui, durante la Seconda Guerra Mondiale, Pio XII aprì il palazzo agli sfollati. Ben 34 bambini nacquero all’interno di queste sale, dove era stato improvvisato anche un ospedale.

Nella cappella di Pio XI è anche presente una copia del ritratto della Madonna di Czestochowa, altra caratteristica di questo Palazzo Pontificio. Con le immagini spero di portarvi dentro questi ambienti e vi invito ad andare personalmente, magari… Per sentirvi papi per un paio di ore!

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