Gubbio, la città di San Francesco, il lupo e… Don Matteo!

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Gubbio

Da molto tempo ormai volevo scrivere un articolo per raccontare le sensazioni che ho provato andando a visitare Gubbio. Il problema è sempre stato il solito: troppe cose da scrivere. Questa città dell’Umbria, in provincia di Perugia, in quello che è il settimo Comune italiano per estensione, ha talmente tante cose da vedere che per scrivere avrei impiegato davvero troppo tempo. In realtà, ho preferito selezionare alcuni elementi che mi hanno colpito maggiormente in modo, magari, da fornire dei punti focali, magari utili per chi è di passaggio e ha poco tempo.

La Basilica di Sant’Ubaldo

Ci si arriva dal borgo di Gubbio con una funivia a soli due posti: si trova infatti molto in alto rispetto alla città, a circa 820 metri sul livello del mare, con un dislivello di oltre 250 metri. A parte il fatto che è da non perdere anche solo per la meravigliosa vista sottostante, questa Basilica è cara agli eugubini in quando il santo, vescovo della città, avrebbe compiuto un miracolo nel 1151 durante l’assedio da parte dei perugini, al quale però Gubbio tenne botta. La basilica sulla vetta del Monte Ingino fu costruita nel corso del Cinquecento: ad accoglierci all’esterno una facciata in pietra circondata dal chiostro, mentre all’interno della chiesa si trovano ancora oggi le spoglie del santo, che si trovano proprio in cima all’altare maggiore, questo realizzato in stile neogotico nel 1884. Sempre in chiesa si possono notare le strutture in legno dei ceri le quali, ogni 15 maggio, vengono portati a spalla per Gubbio in quella che è la principale festa religiosa della città.

La città di San Francesco e Don Matteo

Tornando nel borgo eugubino facendo un giro vengono in mente due cose tra il sacro e il profano. La prima è collocare a Gubbio il miracolo di San Francesco di Assisi per cui riuscì a rendere un lupo mansueto: questo fatto viene celebrato con la presenza di una chiesa a lui dedicata eretta nel 17esimo secolo: leggenda vuole che fosse stata edificata proprio nel punto in cui si trovava la grotta del lupo. Poi c’è il pensiero alla serie TV RAI ‘Don Matteo”, in cui Therence Hill fa il parroco e Nino Frassica il carabiniere. La chiesa teatro delle riprese è quella di San Giovanni Battista.
In giro per Gubbio sono rimasto incuriosito anche dallo stile gotico del Palazzo dei Consoli e dalla piazza su cui si affaccia, piazza Grande. La struttura della situazione mi ha richiamato molto alla mente, con i vari distinguo del caso, il palazzo dei capitani reggenti di Città di San Marino. Sicuramente hanno una cosa in comune: l’essere stati costruiti con l’intento di mostrare la grandezza e l’importanza della città. Il Palazzo Pubblico sammarinese pur essendo ottocentesco si richiamava molto infatti alla tradizione architettonica del Duecento e del Trecento.

Il teatro romano

Andando ben prima di Rinascimento e Medioevo un’altra tra le mille sorprese che ci regala Gubbio è Il Teatro Romano del primo secolo avanti Cristo. Si tratta di una struttura che all’epoca poteva ospitare fino a seimila persone e dove ancora oggi si possono notare i segni dei due ordini di arcate presenti all’epoca. Oggi è possibile con un solo biglietto visitare sia il Teatro Romano che l’Antiquarium, dove sono custoditi i cimeli ritrovati in secoli di scavi.
La sintesi mi induce a chiedere qui. Per il resto non mi viene altro da dire se non… di andare a visitarla!

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