Attraverso il ‘Meridiano307’ di Margherita La Cava: “Emozioni, oltre le mode”

Margherita La Cava
Margherita La Cava

Nel secondo appuntamento del 2019 con Travel Stories, la rubrica di Girosognando.it dedicata ai travelblogger italiani, ospite di queste pagine è una ragazza di Empoli, in provincia di Firenze, che si chiama Margherita La Cava. Una viaggiatrice curiosa e attiva, la quale negli ultimi anni ha iniziato a raccontare le sue avventure su un interessante blog chiamato Meridiano307.

Ecco quello che ci ha raccontato della sua esperienza come travelblogger e viaggiatrice.

Cosa ti ha spinto a creare un blog e perché proprio di viaggi?

Mi è sempre piaciuto scrivere, da ogni viaggio fatto ho sempre riportato a casa agendine piene zeppe di: nomi di persone incontrate, situazioni che mi avevano fatto sorridere e momenti da imprimere nella memoria e pensieri legati a quel preciso momento. Poi un giorno ho deciso di provare a vedere cosa ne sarebbe venuto fuori ad affiancare il mio mondo di carta di penna a quello della tastiera e dei monitor.

C’è un tema preciso del tuo blog, un filone? Se sì, quale?

Viaggi, principalmente viaggi. Ma più come flussi di pensiero che come “guide” vere e proprie. Attualmente cerco di provare a sponsorizzare il più possibile il territorio italiano ma soprattutto regionale, cercando di portare quel minimo di luce che il mio blog può offrire, sui borghi semi sconosciuti e sulle piccole realtà che si occupano di promuovere un tipo di turismo più responsabile ed un po’ meno di massa.

Hai un articolo di cui sei particolarmente orgoglioso o di cui vuoi parlare?

Quello sulla Provenza: con questa terra è stato veramente amore al primo sguardo. Nel posto che ho scritto, avrei voluto trasmettere tutte le sensazioni provate, dal ronzio delle api al profumo della lavanda; ho decisamente scritto più con il cuore che con la mente e…oddio in realtà è stata una cosa talmente tanto istintiva che non credo nemmeno di aver utilizzato un italiano particolarmente corretto e comprensibile.

Quale pensi sia la qualità principale del tuo blog o l’elemento preferito dal tuo pubblico?

Mmm… onestamente non saprei rispondere. Vorrei che fosse per la mia ironia, per un modo di comunicare talmente tanto naturale da indurre chi mi legge ad avere la percezione di trovarsi seduti ad un pub davanti ad un panino piuttosto che a un pc di fronte a un testo. Vorrei che le foto che pubblico avessero un taglio caratteristico tutto mio, riconoscibile anche da lontano… ma la mia capacità con la macchina fotografica non è ancora a questo livello

In cosa vorresti migliorare?

In tutto, decisamente in tutto. A partire dal fare le foto diritte, per arrivare ad avere una scrittura più incisiva. E poi vorrei avere l’idea vincente, l’intuizione giusta che mi consentisse di fare qualcosa di diverso dagli altri… che non necessariamente significa migliore o peggiore, semplicemente diversa.

Come vedi il presente dei travelblogger in Italia? E le prospettive future?

Al momento vedo questa figura come di “moda”, capace sì di raccogliere molte simpatie ma al tempo stesso anche molte critiche, non a caso veniamo considerati quelli che vogliono farsi le vacanze a sbafo in cambio di un paio di foto. Per quanto riguarda le prospettive, credo che ne abbiano decisamente di più, quelli che riescono a ritagliarsi un proprio spazio perché capaci di guardare le cose da una prospettiva diversa rispetto agli altri (seppur parlando delle stesse cose, magari) ed a porre l’attenzione su tematiche più particolari e volendo anche di nicchia che non siano, ad esempio, solo quelle del dove mangiare, dove dormire o dove fare shopping.

C’è un viaggio tra i tanti che ti ha cambiato la vita e consiglieresti al tuo pubblico?

Io sono particolarmente legata al mio primo viaggio, quello nei grandi parchi dell’Ovest Americano. Il primo grande viaggio della mia vita, con un’auto a noleggio guidando tra quegli spazi infiniti, su quelle strade di cui non ne percepisci né l’inizio né la fine. “Guardare negli occhi” quei “mostri sacri” visti e rivisti centinaia di volte in tv, ad esempio avere il privilegio di vedere tramonto ed alba sulla Monument Valley, è stata un’emozione che ancora mi porto dentro.

Ti consideri uno scrittore di impulso o hai adottato una strategia editoriale?

Purtroppo o per fortuna riesco a scrivere solamente d’impulso, per questo a volte i miei discorsi fanno dei giri immensi e poi ritornano (tanto per citare Venditti) al punto di partenza senza essere arrivati ad un minimo di conclusione; la strategia non è proprio parte integrante dell mio modo di essere.

C’è uno stile scrittorio o un autore a cui ti ispiri in particolare?

Proprio per il mio essere impulsiva non riesco ad ispirarmi a nessuno in particolare, ma mi accontenterei se un giorno arrivassi ad avere anche solo un millesimo della bravura di Oriana Fallaci.

Come vedi la tua attività rispetto al passato e come la sogni tra cinque anni?

L’evoluzione dei miei post, dai primi che ho scritto a quelli recenti, potrebbe essere paragonabile ai temi delle elementari con quelli delle medie… ma la strada per arrivare alle superiori è ancora lunga. Tra cinque anni… è un tempo molto lungo cinque anni, onestamente non so proiettarmi… beh magari potrei lavorare per una rivista tipo Turisti per Caso, in fondo hanno già pubblicato i miei articoli ben tre volte, possiamo dire che c’è una certa collaborazione, o no? Rido!

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