Scopriamo Sammezzano, il castello ‘asiatico’ del Valdarno

Castello di Sammezzano - Reggello
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È un vero peccato allo stato attuale non poter visitare il Castello di Sammezzano, una delle residenze signorili più anticonvenzionali della Toscana e forse dell’Italia. Le varie vicende in corso stanno purtroppo privando la comune cittadinanza di usufruire della sua bellezza e di ripercorrere la storia singolare di questo luogo ‘esotico’ alle porte di Reggello, nel Valdarno Fiorentino, su una collina proprio sopra il grande outlet The Mall.

Girosognando.it, grazie a un’iniziativa promossa dal Fai negli ultimi anni, vi permette comunque di poter godere degli ambienti interni almeno con le proprie fotografie, mentre l’invito è comunque quello di poter andare ad ammirare Sammezzano – e il suo bellissimo giardino – dall’esterno.

Facciamo un po’ di cronistoria. Il Castello di Sammezzano è frutto delle ambiziose idee del Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona (Ximenes, Abetone, vi dice nulla? Era della stessa famiglia), vissuto tra il 1813 e il 1897. Considerato un politico di alto profilo sia a Firenze che nel Regno d’Italia, fu parlamentare e si dimise dopo l’approvazione di una legge a sostegno del clero. Era un tuttologo, al punto da arrivare anche a progettarsi ‘casa’: non aveva girato il mondo, ma era rimasto colpito soprattutto dalle arti delle terre asiatiche, specialmente dell’ India. Aveva acquistato oggetti esotici e libri che parlassero di terre lontane e, aiutato dalle maestranze del Valdarno, si creò a due passi da Reggello una reggia orientale. ‘Non plus ultra’, questo era il suo motto: come la scritta che ci accoglie all’ingresso che vuol dirci “trovate di meglio…”.

Panciatichi il dotto riportava nelle sue stanze frasi in sanscrito e in latino, testimonianze di vita, ‘frecciate’ anticlericali e addirittura simboli della massoneria. Un po’ come il Vittoriale di D’Annunzio doveva essere la sua traccia da lasciare ai posteri. E invece? È andata a finire che è stato un albergo di lusso, poi è andato in malora. È sorto un gruppo di appassionati cittadini, riunito nel comitato FPXA, che ha iniziato a prendere accordi con la proprietà italo – inglese Sammezzano Castle Srl per organizzare delle visite guidate all’interno. Si trattava comunque di occasioni sporadiche e impegnative per i volontari: c’era da pulire una struttura che restava quasi sempre chiusa, senza allacci all’energia elettrica né al riscaldamento. Ci voleva una torcia per visitarlo, come si vede nelle foto.

L’albergo aveva 17 camere e grandi saloni per pranzi e cerimonie ed era considerata una meta ideale per sposi decisamente facoltosi. Era stato realizzato in quegli anche quello che viene definito ‘l’ecomostro’ di Sammezzano: una costruzione con lo scopo di estendere a cento camere la ricettività del castello, mai terminata e che dovrà essere buttata giù. L’albergo ha cessato la sua attività una ventina di anni fa.

A maggio 2017 è arrivata la notizia che una società di Dubai si era accaparrata la proprietà del Castello per quasi 15 milioni e mezzo di euro. Un mesetto dopo il tribunale fallimentare ha accolto però un ricorso ed è rimasto tutto al palo. Tra queste vicissitudini il comitato non ha potuto fare altro, suo malgrado, di sospendere le visite. Il giudice deve ancora esprimersi, come riportano le cronache locali, intanto CultureTrip.com ha eletto la Stanza del Pavone la più bella delle dimore storiche italiane.

Battaglie sono state promosse da Save Sammezzano in questi anni: piccole vittorie ci sono state presso il Censimento del FAI ‘I Luoghi del Cuore’, la petizione con 30.000 firme e ben 9 interrogazioni parlamentari. Ancora però la battaglia non è terminata…

Come arrivare a Sammezzano? Lasciate la macchina a The Mall o nelle sue vicinanze, in località Leccio. Salite sulla collina di fronte all’outlet e vi troverete in circa mezzora di cammino nel grande giardino del castello. Andate a vederlo anche da fuori, ne varrà la pena in attesa di tempi migliori e sperando che, anche a diatribe terminate, ci siano ancora occasioni grazie al comitato e al Fai di poter tornare di nuovo dentro il castello.

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