‘Mescalina Backpacker’, per viaggiare con uno zaino e tanta voglia di sognare

Viaggiare senza spendere un’esagerazione e con uno zaino sulle spalle. Per chi ama viaggiare senza avere il freno del portafoglio ecco che Enrico Pellicelli e i suoi amici portano avanti un progetto ormai consolidato, chiamato “Mescalina Backpacker“. Ne parliamo in questa intervista per la rubrica Travel Stories di Girosognando.it.

  • Nome del blog di viaggio: MESCALINABACKPACKER

  • Link alla home page: www.mescalinabackpacker.com

  • Anno di pubblicazione: 2013

  • Autori e collaboratori: Enrico e Alessio

Cosa ti ha spinto a creare un blog e perché proprio di viaggi?

Il blog è nato in quanto mi serviva la necessità sia di farmi un database personale in cui mettere sia tutte le informazioni che riuscivo a fare quando tornavo dai miei viaggi sia un diario che non andasse perso nel tempo. L’input più importante è stato che in quelli anni esistevano pochissimi travelblog backpacker e la maggior parte poi quando andavi a vedere erano spesso viaggi organizzati.

C’è un tema preciso del tuo blog, un filone? Se sì, quale?

Il tema preciso e imprescindibile sono ovviamente i viaggi zaino in spalla Рbackpacker. Un modo di viaggiare che qualche anno fa era visto con disgusto e disprezzo e che oggi ̬ diventato quasi una moda.

Hai un articolo di cui sei particolarmente orgoglioso o di cui vuoi parlare?

L’articolo che mi ha portato più soddisfazione è “Iran Come vestirsi”, un articolo scritto in 5 minuti ma che da anni è nella prima pagina delle ricerche google. E’ l’articolo più letto degli oltre 2000 che ho scritto personalmente. Un altro articolo, insospettabile è “Maldive – Seychelles. Differenze e quale scegliere tra le 2”.

Quale pensi sia la qualità principale del tuo blog o l’elemento preferito dal tuo pubblico?

Indubbiamente l’elemento che contraddistingue MescalinaBackpacker è che tutti i viaggi sono stati fatti da un unica persona, me. E che tutti sono stati fatti senza nessun appoggio o aiuti delle agenzie. Qualsiasi viaggio che c’è scritto lo potrebbe fare qualsiasi persona e il tutto è pensato per chi ha i classici problemi di ferie e soldi.

In cosa vorresti migliorare?

Ovviamente nello scrivere meglio, nel sito c’è molta quantità mentre sulla qualità nello scrivere c’è molto da migliorare. Un aspetto invece in cui sono proprio negato è quello delle foto, mi servirebbe un miracolo.

Come vedi il presente dei travelblogger in Italia? E le prospettive future?

In continua espansione, i travelblog stanno nascendo come funghi.

C’è un viaggio tra i tanti che ti ha cambiato la vita e consiglieresti al tuo pubblico?

No, non credo che una nazione cambi la vita, forse farsi un viaggio da solo si, quello potrebbe essere un punto d’inizio. Se proprio deve consigliare una nazione consiglio la Birmania, ma io credo che non sia il posto che faccia il viaggio bello, ma le persone con cui viaggi e le circostanze che ti capitano. Posso vedere il luogo più bello al mondo e farmi due palle allucinanti cosi come trascorrere un pomeriggio dentro qualche tugurio e farlo diventare come uno dei momenti più indimenticabili della vita.

Ti consideri uno scrittore di impulso o hai adottato una strategia editoriale?

Assolutamente non mi considero uno scrittore, nemmeno lontanamente. Non lo diventerò nemmeno tra un milione di articoli.

C’è uno stile scrittorio o un autore a cui ti ispiri in particolare?

Il mio modello di scrittore è Tiziano Terzani, ma è un mito inarrivabile anche per i migliori scrittori contemporanei, pensa per me.

Come vedi la tua attività rispetto al passato e come la sogni tra cinque anni?

La mia non è ne un attività ne un lavoro ma una specie di passatempo. Negli ultimi 6 anni ho dedicato a MescalinaBackpacker circa 2-3 ore al giorno, tutti i giorni, senza mai farlo con lo scopo di guadagnarci nemmeno un euro. Il mio è un sogno a lunghissima scadenza che ancora non ho idea come potrò farlo diventare realtà.

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